04th

Un’idea per la crescita dei collaboratori

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Ogni tanto fa bene alzare la testa e pensare qualcosa che non c’entra al momento nulla con quello che stai facendo.

Così capita che ti viene in mente che sarebbe davvero molto utile alla tua azienda, ed in generale al territorio nel quale vivi (Sardegna ma quanto sto per dire si applica anche all’Italia), che i tuoi collaboratori avessero l’occasione di lavorare per te, ma non dal tuo ufficio, ma dall’ufficio di un’altra azienda straniera.
I motivi sono presto detti e sono quelli che stanno alla base ad esempio del successo dell’Erasmus.
Avere collaboratori che si sono confrontati con realtà diverse da quella per la quale lavorano, con una lingua diversa, tradizioni e mentalità diverse, crea sicuramente un incremento della produttività dell’azienda.

Come si potrebbe fare? La mia idea consiste nel fare uno scambio di collaboratori con un’azienda inglese o tedesca, europea in genere.
Un mio collaboratore che lo desiderasse potrebbe andare a lavorare per la mia azienda, presso la sede di un’azienda di Londra per 6 mesi, e poi tornare arricchito di contatti, occasioni di collaborazioni, con una grossa crescita personale e in grado di parlare meglio una lingua straniera etc…
E dovrebbe però continuare a lavorare sui progetti sui quali lavora adesso, altrimenti addio continuità progettuale e costerebbe troppo all’azienda sostituirlo con altre persone.

Chissà quante aziende sarebbero disposte a mandare le loro persone in Sardegna in Prossima Isola o in altre aziende ad alto contenuto innovativo.
:-)

Bello sognare, ma bisogna superare i problemi burocratici e finanziari.

Problemi burocratici:
Mandare una persona all’estero comporta voci di trasferta ( anche se questa fosse volontaria ) e immagino qualche forma di assicurazione per coprire malattie e possibili incidenti sul lavoro.
Ospitare un collaboratore di una azienda straniera nel proprio ufficio per 6 mesi comporterebbe sicuramente una marea di complicazioni con INAIL, Ispettori del lavoro e tutto il resto.
In breve, servirebbe una normativa in tal senso, e dovrebbe trattarsi di una normativa europea. Qualche politico se ne vuole fare carico?

Problemi economici:
Ovvi problemi derivanti dal fatto che i costi per una azienda Italiana che manda una persona a Londra per 6 mesi sarebbero ovviamente superiori a quelli che un’azienda inglese dovrebbe sostenere per mandare un suo collaboratore in Italia.
Però questa disparità potrebbe essere anche un incentivo per fare spostare le persone, che manterrebbero il proprio lavoro, anche in territori meno ricchi.
In breve, anche in questo caso, servirebbe una normativa in tal senso, e dovrebbe trattarsi di una normativa europea. Qualche politico se ne vuole fare carico?

Quindi, il mio germe di idea è stato buttato li.
Voi che ne pensate?

P.S.: mi rendo conto questa mia idea si applichi bene a tutti quelli che lavorano esclusivamente tramite Internet. Ma mi pare che si possa tranquillamente parlare di un numero considerevole di persone che potrebbero muoversi per l’Europa e creare un Europa migliore.

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mag 04th by marcelloorizi

3 commenti

  1. Secondo me sarebbe fantastico ma mi domando… se il mio datore di lavoro (campo ICT) non ha il “remote working” nel suo dizionario anzi lo vede di cattivo occhio, direi che un “Erasmus” professionale qui da noi, purtroppo è fantascienza pura.

    L’idea di per sé è grandiosa. Avrei dipendenti con un bagaglio di esperienza sicuramente maggiore e imparerebbero a pensare in grande
    IMHO


    thesp0nge



  2. Ciao Marcello, esiste un bando europeo per lo scambio di ricercatori università/aziende a livello internazionale :
    http://cordis.europa.eu/fp7/dc/index.cfm?fuseaction=UserSite.FP7DetailsCallPage&call_id=201
    Adesso è chiuso ma dovrebbe riaprire a breve..
    E’ previsto lo scambio tra almeno due enti in due stati diversi e viene pagato il 100% del ricercatore in mobilità (che non deve fare tutto il tempo in trasferta) + 10% per costi variabili + 1200€ al mese per ogni ospite presso la tua struttura (vanno all’azienda e all’università).
    La percentuale di successo è alta.. ti mando una presentazione in privato con un paio di esempi..


    Antonio Solinas



  3. Grande Antonio!
    E dire che il bando lo avevo visto ma ho sempre creduto fosse riservato solo alle Università.

    Ora cercherò di approfondire.

    Non sono poi così originale ahahahhaha


    marcelloorizi



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