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Un resoconto della finale

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Come promesso, ed in attesa di condividere i video delle presentazioni fatte dalle singole aziende, vi raccontiamo la nostra personale esperienza alla finale del Mind The Bridge.

Giovedì mattina (sera per voi), ci siamo alzati ed abbiamo gestito, prima di tutto, la parte italiana del nostro lavoro.
Ci sarebbe molto da dire, ma sarebbe fuori tema.
Quindi, di nuovo a lavorare sulla presentazione perché non capivamo come mai, con Office per MAC, una volta riaperta i video partissero malissimo.
Un po’ di nervosismo, anche fra me e Daniele sfociato come sempre fra di noi in un “ma vai che sei …” a sdrammatizzare tutto.

Poi, ultime prove. I 5 minuti da rispettare. Cosa lasciare dentro e cosa togliere. Sembra facile, ma è un lavoro di sintesi molto delicato e da ritagliare sull’audience dell’evento.

Fatte un paio di prove, di cui una anche al mattino sotto la doccia ma senza slide.
;-)

Stiamo sotto i 5 minuti e diciamo tutto quello che è davvero fondamentale dire. OK, sale l’entusiasmo.
Ma rimane il dubbio dei video.
Che risolve Daniele. Il problema del video era semplicemente dovuto all’applicazione di un effetto sul contorno. Rimosso quell’effetto, tutto funzionava correttamente anche alla sua riapertura.

Ma come funzionerà sul portatile della sala? Meglio assicurarsi e andare a Stanford con buon anticipo.
Ma prima, appuntamento su skype con Anto e Matteo, che stava facendo, a suo dire, la pizza (in realtà era pastina buttata dentro una pentola).

Poi pranzo italiano salutista, pasta all’olio e formaggio parmigiano, frutta e caffè, il nostro caffè!!!

Si parte per Stanford, e l’idea di tenere la presentazione di WhereIsNow li dentro, fa veramente molto piacere.
In macchina facciamo ovviamente anche il totoscommesse. Chi vincerà? Ci sono due aziende valide che hanno clienti ed una che potrebbe davvero aiutare a risolvere un problema a milioni di persone, più due schegge impazzite, una delle quali siamo noi.
Se solo fosse ancora il duemila con la sua bolla .com
Ora tutti i VC vogliono “traction”, ovvero clienti, meglio se paganti, di un servizio che sta già crescendo, mentre i nostri numeri sono ancora bassi.

Ma ce la giocheremo fino in fondo, e la cosa più importante è fare una gran bella figura e fare capire cosa fa WhereIsNow, quale problema risolve.

Arrivati a Stanford, predisponiamo le presentazioni di tutti sul portatile di Daniele, che sembra quello più sicuro sul quale farle girare.
Proviamo l’audio e nella sala di Stanford suona la colonna sonora del nostro blog, insieme ad altre canzoni di Sheila, la ragazza di Daniele.

Gabriele Scoditti, che da una grandissima mano a Marco Marinucci nell’organizzazione dell’evento, si rasserena un po’.
(Gabri, mi sembravi un po’ teso prima)
;-)

L’organizzazione dell’evento è stata curata da Ilaria, una ragazza italiana che vive e lavora qui e, ovviamente, ti rendi conto della mano italiana. Non c’è partita con nessuno. Lo stile italiano è nel DNA delle persone, e nel nostro magnifico cibo.
Profumo di polenta (chissà se è stata la prima volta che è entrata a Stanford) e di altri ottimi piatti italiani.

All’ingresso ci sono gli adesivi “I’m a talent”. Ce li attacchiamo alle camicie ed entriamo quindi così nella mentalità americana, tutto è grande qui e quindi noi siamo i talenti. Si, siamo i talenti.
;-)

E questo significa anche che sta per iniziare la competizione.

Tutti dentro la sala che secondo me avrebbe potuto ospitare un centinaio di persone, non di più. Ed infatti finisce che ci sono un bel po’ di persone in piedi. Questo rende l’atmosfera ancora più eccitante.

La sala è piena

La sala è piena

Si parte con Marco Marinucci che descrive brevemente in cosa consiste Mind The Bridge.
Subito dopo, l’evento prende il via con un KeyNote che ha come argomento il modello di Israele. Come Israele abbia fatto qualcosa di straordinario negli ultimi anni, trainata da una serie di iniziative governative che hanno di fatto creato una rete di Venture Capital che hanno permesso che grandi capacità diventassero delle vere e proprie aziende.
Ci vorrebbe un post a parte, ma brevemente posso dire che mi hanno particolarmente colpito le seguenti considerazioni: l’importanza di avere una comunità così forte e riconoscibile anche dall’esterno e il fatto che le aziende nascono subito con una mentalità internazionale perché il mercato interno è troppo piccolo. Queste due considerazioni mi hanno fatto venire in mente la mia Sardegna.
Ma come trascurare anche l’importanza di avere una grossa presenza qui in Silicon Valley? O il fatto di avere avuto degli interessi molto forti nella realizzazione di sistemi di sicurezza e di reti di telecomunicazione assolutamente protette?
Fatto sta, Israele è la nazione al mondo con il più alto tasso di brevetti al mondo. Fanno paura i dati relativi ai settori biomedico e quello chimico in particolare.

Il panel su Israele. Tutti giovanissimi. Fa pensare.

Il panel su Israele. Tutti giovanissimi. Fa pensare.

Facevo ancora le mie considerazioni al riguardo di questo keynote che, all’improvviso scopro che saremo la prima startup a presentare e a rompere il ghiaccio. Mi trovo quindi catapultato “on the stage”.

Guardo la sala e mi gaso. Mi piacciono questi momenti. L’ego va a palla e l’agonismo mi piace troppo. Mi pare di tornare a giocare a calcio.
Certo, un po’ di tensione c’è ma i primi critici trenta secondi vanno bene e posso lanciare il nostro video che è troppo cool!!!
Posso quindi guardare bene le persone in faccia mentre guardano il nostro video e li vedo sorridere.
OK, è fatta.
Mentre scorre il video, in testa mi scorre l’immagine di Matteo che su Skype mi faceva il verso con i pugni chiusi e digrignava i denti. Un gesto per trasmettere tutta la necessaria grinta da mettere in questi momenti.

Arrivo in fondo alla presentazione in tempo e credo bene, sono soddisfatto.
Arriva però il momento delle domande, la parte più difficile da gestire. Abbiamo fatto delle prove su quali possano essere le domande, ma ovviamente ne arrivano alcune non previste. Guardo Daniele che, troppo teso, non è riuscito nemmeno a registrare la nostra presentazione con la videocamera.
Tutto però va bene, meglio di ogni precedente presentazione. Anche se non vedo l’ora di avere una padronanza totale dell’inglese in modo da poter anche essere brillante. Ogni tanto una battuta ti potrebbe aiutare molto in questi contesti.

Arrivano gli applausi, è finita la nostra presentazione, e sono contento. Prima cosa da fare, chiedere a Daniele come è andata. Bene, è andata bene. Perfetto, il nostro lo abbiamo fatto. Ora tocca agli altri tenere alto il livello.
E lo fanno alla grandissima. Siamo anche noi tutti dei piccoli titolari della nazionale di calcio, giochiamo bene solo quando il momento è importante, tipo ai mondiali.
Sotto stress, tutti hanno dato mostra di essere degli ottimi imprenditori, e di avere carattere.

Così vanno alla grande VRMedia, EchoLight, FluidMesh e Tripshake, ovvero Franco e Francesco, Matteo e Sergio, Umberto, Antonio.

Finite le presentazioni, si va a mangiare. Basta guardare le facce, è stato proprio un bell’evento. Conosciamo diverse persone ed in particolare veniamo fermati da un ex imprenditore che nel 2000 ha fatto una exit davvero importante con una azienda che aveva molte cose in comune con noi e ci dice che c’è gran mercato per quello che stiamo facendo, specialmente nel settore sales in ambito farmaceutico, e che ci girerà i contatti. Speriamo!

Poi il resto lo conoscete già, sapete della vittoria di VRMedia, soprattutto se avete visto i video della premiazione e delle sensazioni a caldo raccontate da Daniele.

I vincitori: Franco Tecchia e Francesco Inguscio di VRMedia

I vincitori: Franco Tecchia e Francesco Inguscio di VRMedia

Le aziende finaliste e gli organizzatori dellevento

Le aziende finaliste e gli organizzatori dell'evento

Daniele nel video diceva che saremmo andati a ubriacarci. Non è stato proprio così, ma comunque c’è stato modo di bere, di rilassarci e di divertirci tutti insieme.
Tutti felici per la splendida serata e per il fatto di aver dato il meglio di noi stessi.

Siamo infine andati a letto belli sereni. Bella sensazione!

Scusate, scusate… ancora una riga. La maglia che abbiamo ricevuto dice “I presented in Silicon Valley and… survived”.
Si, siamo proprio dei talenti.
;-)

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mar 21st by marcelloorizi

4 commenti

  1. ragazzi sono orgoglioso di voi….. complimenti


    giuseppe



  2. [...] il suo resoconto. Entusiasti sembrano anche Marcello Orizi e Daniele Idini di Where Is Now, che lo raccontano qui. L’iniziativa vincitrice è VRMedia, un sistema di realtà aumentata per la manutenzione [...]


    Gli Italiani Che Hanno Presentato in Silicon Valley e Sono Sopravvissuti | Infoservi.it



  3. *outstanding*


    thesp0nge



  4. Che altro dire…siete stati fantastici. Tornate e portateci un po’ della vostra grinta! :)


    Serena



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