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Non “Stefano, beato te” ma “bravo Stefano”

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Rumundu, Ru mundu, il mondo.

Non conoscete Rumundu? Grave! Ma anche se lo conoscete, ho da condividere un pensiero con voi circa la stupenda storia che Stefano Cucca sta creando.

Rumundu è il progetto imprenditoriale e di vita di Stefano, un mio amico. Un ragazzo solare, deciso e che ha la grande dote di vivere le cose con molta serenità (quantomeno apparentemente).

Stefano è partito per il giro del mondo in bicicletta e la sua avventura è raccontata sul sito rumundu.com

Moltissime persone si stanno appassionando e lo seguono sui vari canali (fanpage, instagram, youtube, sito web). I commenti che le persone lasciano sono sempre molto belli e frutto di un’empatia innata con la storia di un ragazzo che ha mollato tutto per realizzare il suo sogno, girare il mondo in bicicletta con calma alla ricerca di storie e stili di vita sostenibili. Come non “invidiarlo”?

Ecco, ed arrivo al punto… in moltissimi dei commenti leggo “che bello, beato te Stefano”. Chi li ha lasciati vuole mettere in evidenza ovviamente l’unicità e la bellezza di questo progetto.
Ma l’italiano (la lingua italiana) è perfida, e descrive automaticamente anche il modo di pensare degli italiani.
“Beato te, Stefano”, come se avesse vinto questo progetto al superenalotto, come se avesse i soldi da parte per farlo.
“Beato te, Stefano”, come se la natura ti avesse donato gratuitamente il fisico per fare queste cose.
“Beato te, Stefano”, come se non dovesse mollare nulla qui dove vive.

Ed invece…

invece c’è un ragazzo che ha mollato più di un lavoro per realizzare questo sogno, un ragazzo che ha fatto tre ironman allenandosi anche per 7, 8 ore al giorno per reggere la sofferenza, un ragazzo che ha lasciato qui famiglia, amici, le persone e le cose che danno la sicurezza a tutti noi.
Un ragazzo che si è venduto un po’ tutto quello che aveva, windsurf, auto etc… per finanziare questo progetto.

Ecco, Stefano, sono sicuro che arriveranno tantissimi altri “Beato te, Stefano” e saranno sicuramente ben accetti perché detti di cuore.
Io invece ci tengo a volerti dire un “Bravo, Stefano” per quello che hai fatto per provare a realizzare il tuo progetto e perché sei un esempio da imitare (nei propri progetti di vita), non un semplice fortunato.

P.S.: Stefano merita il nostro supporto. A questo indirizzo è possibile lasciare un pensiero green e fare una donazione.

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