03rd

I cocci, il mercato… diventeremo grandi

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Che titolone.
;-)

Cosa significa tutto ciò? Mah, semplicemente che vogliamo parlare chiaramente, nessuna paura di ammettere quali sono le nostre attuali difficoltà e lo stato d’animo che stiamo vivendo durante questa nostra incredibile esperienza in Silicon Valley.

I Cocci
Di quali cocci sto parlando? Di tutti quelli che abbiamo rotto in queste due settimane. Arrivi in America, sei convinto di una cosa, ti confronti, valuti cosa fanno gli altri, ricevi un sacco di feedback e ripensi a tutto quello che hai fatto.
Di come ti eri illuso di distruggere un mercato, di imporre una piattaforma, del fatto che in giro nel mondo ci sono un sacco di persone ultra capaci e che non aspettano altro che integrare le loro applicazioni con la tua piattaforma.
E figurati in Silicon Valley, dove mangiano pane e tecnologia.
Cosa scopri invece? Che la tecnologia è un pezzo necessario ma non sufficiente (LinkedIn), che una azienda si pensa sul cliente (Facebook), che il tuo business lo deve capire anche tua madre (TUTTI), che deve fare una cosa, una, semplice da spiegare.
Facile no? E c’era bisogno di andare in Silicon Valley per questo? Sì, c’era bisogno perché qui tutto questo è portato agli estremi.
Vai giù di morale, ripensi per l’ennesima volta a tutti gli sforzi fatti da te e dal tuo gruppo di lavoro e ti sembra di non averne azzeccata una… invece…

Il mitico biliardino di Funambol

Il mitico biliardino di Funambol

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mar 03rd by marcelloorizi Continue Reading
18th

Sensazioni a caldo

8

Questo post è un po’ diverso dagli altri… lo scrivo così, di getto…. quel che sarà sarà…. e non contiene nessuna verità, solo impressioni.

Qui in Silicon Valley è tutto grande, se vai al supermercato trovi delle confezioni giganti, per non parlare della carne. Le strade sono enormi, tutto in piano.
Se vai da Starbucks, e ci vai perché è impossibile non entrarci nemmeno per sbaglio, causa numero imprecisato di filiali, occhio a quale menu ordini, stessa cosa per BurgerKing. La Coca Cola qui rischi di portartela via in un bidoncino.
Qui mi ha colpito la seguente scritta stampata sul dispenser delle buste della spesa fatte di stoffa presenti in un supermercato. Mi ha colpito specialmente il termine “reduce”, nel paese del consumismo più sfrenato.

Rebag, reduce, rethink

Rebag, reduce, rethink

Qui una società che ha realizzato un sito di incontri nel quale ci si possono inviare, a pagamento, dei regali virtuali ha ricevuto una pre-money evaluation di 150 milioni di dollari, in Italia (in questo caso direi forse giustamente) avrebbero detto loro di mettersi a lavorare. Ma è il modello di business che conta e loro sono stati bravi. C’è il mercato, grande, e loro ci sono.
Qui la cosa più bella che ho percepito è una smisurata attenzione per il cliente. Un’attenzione programmata sul cliente, il contrario di ciò che avviene in Italia dove il cliente conta se è un cattivo cliente o per la caritatevole e spontanea attenzione di chi lo serve.
Qui, per dare un’idea, in ogni catena, ogni commesso ha un biglietto da visita, e se sa il tuo nome ti chiama per nome. Al ritiro della macchina, l’inserviente aveva un cartellino con sopra scritto “customers make me smile”. I camerieri, che lo fanno soprattutto per la mancia, verificano che tutto vada bene ogni minuto (provato da cheesecake factory).
Siamo stati da Facebook e la cosa che mi ha colpito è proprio questo aspetto che appariva quasi come una ossessione… noi vogliamo fare ciò che gli utenti si aspettano… per questa cosa vedremo cosa vogliono i clienti…
A me e Daniele basterebbe avere solo un decimo di questa ossessione per diventare dei grandi imprenditori.
Credo che questa ossessione nel realizzare ciò che l’utente desidera sia una delle carte vincenti di questa realtà, di questa mecca tecnologica e insaziabile.
Ma poi penso ad Apple e penso alla capacità di generare desiderio nei clienti. Loro non possono aver dato ascolto a ciò che l’utente voleva perché hanno anticipato le sue richieste… le sue richieste, sue… OK Steve maestro dell’ossesione per soddisfare il cliente.
La multietnicità qui pare essere compiuta e realizzata. I cinesi sono ovunque (San Francisco è nota per questo nel mondo), a tal punto che quando siamo andati da Verizon Wireless, la commessa cinese ha chiamato T-Mobile (credo ci sia una partnership) e si è messa a parlare in cinese con la persona dall’altra parte della cornetta, sempre che fosse cinese e non coreana o giù di li.
Entri in Google, e ai colori del logo ripresi ovunque (anche nei piatti della mensa), uno diverso dall’altro, corrispondono i diversi colori delle facce di chi ci lavora. Pochi italiani, ma tantissime persone sorridenti e positive da tutto il pianeta.
Qui è facile trovare chi crede in Dio e chi no fianco a fianco.

Grazie. Occasione troppo bella per farsi scappare la foto.

Grazie. Occasione troppo bella per farsi scappare la foto.

Qui è più facile capire i maschi quando parlano, rispetto alle donne. Oddio, questo anche in Italia. Qui quando mi parla un nero ho più difficoltà a capire rispetto agli asiatici o ai caucasici. Se poi chi vi parla è una commessa nera allo stand della T-Mobile, siete costretti a chiederle 10 volte “can you speak slowly?” e lei “yes,beugbewqigowg”. Questa è la terra di Obama, e ti piace vedere che tutti sembrano avere potenzialmente le stesse opportunità (lo so che non è così, non sono ingenuo, ma è una riflessione a caldo).
Qui vedi bandiere americane ovunque, ostentate. Questa è una religione.

Qui siamo appena arrivati e ci pare di avere già perso tempo perché ci sono potenzialmente mille cose da fare e troppe persone da conoscere, il nostro business plan da migliorare e la lingua da allenare.
Ti senti piccolo, molto piccolo, in un acquario grande e col jet leg ancora in testa ma, chi lo sa, con tenacia ed entusiasmo qui ti pare tutto lecito… anche sognare!!!

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feb 18th by marcelloorizi Continue Reading
03rd

Moonlight, Clark Kent e i nuovi mostri

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(Siamo piccoli…ma cresceremo…)

Una sera, rientrando a casa, ricordo bene di averli sentiti chiacchierare. Guardavano concentrati un mappamondo, con una abat-jour accesa puntata sul globo. Mi pare il tema del contendere fosse una lezione di geografia astronomica. Erano i tempi del liceo e Daniele qualche volta veniva a casa nostra a studiare. “Dunque - rifletteva Marcello, arricciando un po’ il naso e socchiudendo gli occhi fino a farli diventare due fessure – se la terra gira a 1667 chilometri all’ora e se la rotazione terrestre diminuisce la velocità di un millesimo di secondo al giorno, allora se facciamo i calcoli, ipotizzando che questa diminuzione sia costante….tra qualche milione di anni la terra… – guardando stupito Daniele negli occhi – si fermerà!”. Silenzio, pausa, riflessione. Paura?
“Cavolo Marce, è una scoperta grandiosa!”
“Ma come grandiosa Daniè…ci pensi, l’umanità è destinata a sparire!
“È vero – rispondeva Daniele preoccupato – ma tanto, ormai…noi due saremo già morti no? Affuttiddinni Marcè!!!”

Eccoli loro due, come erano. Come sono tutt’oggi. Al tempo dei fatti avevo da poco superato la fase rosaerosarumrosis mentre loro si apprestavano ad affrontare la maturità. E lo facevano con grinta, passione e divertimento, già da allora. Quante volte li ho sentiti sbellicarsi dalle risate. Due compagni di scuola, due amici fraterni, oggi due soci.

Marcello e Daniele negli studi di Videolina

Marcello e Daniele negli studi di Videolina

Ho appena trascorso un’intera giornata con loro, a distanza di così tanti anni. Non sono cambiati.
Dopo una sveglia alle 5 del mattino e due ore di viaggio verso il profondo sud, Cagliari ci ha accolto con un sole caldo e una diretta tv su uno dei principali canali regionali.
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feb 03rd by serena Continue Reading
01st

Martedì 02 Febbraio alle 9:30 in diretta su Videolina

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Non ci hanno arrestato, tranquilli. :-)

Domani mattina saremo ospiti degli studi di registrazione di Videolina per raccontare la nostra storia imprenditoriale.
Nel corso del programma dovremmo raccontare come siamo nati grazie a Sardegna Ricerche e al comune di Sassari, il nostro percorso con MetaGroup, la nostra partecipazione a Mind The Bridge e questo blog che vuole essere il diario di viaggio di questo sogno e la via per trovare gli sponsor per coprirne almeno parzialmente i costi.
Più ovviamente domande varie ed eventuali come nelle assemblee di classe al liceo.

Coraggio seguiteci e lasciateci un commento dato che noi non ci potremo vedere.
Appena usciti dagli studi guarderemo subito i vostri commenti!!! ;-)

P.S.: sarà in diretta, tenetene conto nei commenti :-)

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feb 01st by marcelloorizi Continue Reading
08th

Chi ci aiuta? Il nostro Coach!

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Stamattina, sempre in ottica di un migliore avvicinamento al nostro viaggio in Silicon Valley, abbiamo fatto un’altra riunione col nostro Coach Massimo Fancellu.
Quella di oggi è stata senza ombra di dubbio la più bella riunione che abbiamo fatto fino ad ora.
Quante ne abbiamo fatto? Con quella di oggi sono tre.

Coach

Coach

In queste riunioni affrontiamo diversi aspetti che riguardano la nostra startUp quali la definizione delle strategie di lungo periodo, come affrontare le urgenze, come delegare le attività ai ragazzi che stanno sognando con noi.
Massimo ci aiuta a delineare gli obiettivi, sia di breve termine che di lungo termine, e verificare se i risultati che stiamo ottenendo sono in linea con quanto io e Daniele abbiamo stabilito.

E come in tutte le cose che funzionano, il gioco svolge un ruolo importante. La partita (il sogno) va vinta organizzandosi a dovere per risolvere le criticità che possiamo incontrare nel nostro viaggio. Ma come in tutti i giochi, l’entusiasmo, il divertimento e la curiosità aiutano!

Per chi desidera sapere qualcosa di più, potete visitare il sito di Agape Consulting, l’azienda di consulenza di Massimo.

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gen 08th by marcelloorizi Continue Reading
30th

Sei tu l’autore della nostra colonna sonora?

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Si hai letto bene.
Non ci sono viaggi senza una canzone che li accompagni, un sottofondo che descriva meglio di tante parole ciò che si sta osservando e sperimentando.
Una canzone che poi funzioni come un richiamo fortissimo ai ricordi del bellissimo viaggio che è stato fatto.

E allora? Che trip ci siamo fatti? No, no, tranquilli.

Siamo eccitati nel presentarvi la nostra “colonna sonora”, una canzone bellissima scritta da Sheila, la ragazza di Daniele, e da Antonello Sussarellu, un bravissimo musicista.
Sheila e Antonello ci hanno donato questo pezzo che secondo noi richiama moltissimo l’idea del viaggio. Ascoltatelo e fateci sapere cosa ne pensate.

Ma non limitatevi ad ascoltare la musica… provate invece a immaginare quale testo possa accompagnarla, un testo che richiami i concetti base di questa nostra pazza idea: tenacia, sogno, impegno, trasparenza, esempio, entusiasmo.

Aspettiamo con trepidazione i primi possibili testi e… nel frattempo proveremo anche noi a scrivere una volta tanto qualcosa che non sia un Business Plan o paginate di codice in un ameno linguaggio di programmazione.

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dic 30th by marcelloorizi Continue Reading