11th

#S2dot0 perchè accada davvero!

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Io e Daniele siamo imprenditori nel campo informatico, non organizziamo solitamente eventi.
Ma ci piace buttarci nelle cose che a pelle sentiamo importanti e belle.

Così, mesi fa, sospinti dal ricordo del workshop sul modello israeliano al quale abbiamo assistito a Stanford durante le finali del Mind The Bridge, e dalle chiacchierate fatte in merito con Antonio Puggioni e Francesco Pintus, abbiamo deciso di dare vita ad un gruppo di imprenditori/professionisti/innovatori che rappresentasse ciò che la nostra regione è in grado di fornire in termini di possibilità di cambiarla in meglio.

Cambiarla attraverso la creazione di connessioni nate intorno ad una comunità virtuale (il nostro gruppo Sardegna2.0 su LinkedIN, la nostra fanpage, il nostro canale twitter e il nostro sito web www.sardegna20.com), che però avesse modo di trovarsi anche nella vita reale, in un ambiente sereno e carico di energia.
Connessioni che siano potenzialmente in grado di creare business, conseguenti posti di lavoro, relazioni valide a distanza anche di tempo.

Israele ha un avamposto significativo in Silicon Valley, ed in tutta l’America in genere, che le permette di fare gli interessi delle aziende che sviluppano i prodotti in medio oriente. La Sardegna vede tanti dei suoi cervelli migliori in giro per il mondo che potrebbero essere il nostro avamposto. Forse non saremo Israele, ma perché non provarci?

Quali alternative esistono? La chimica? La cementificazione delle coste? un popolo di camerieri e muratori (con tutto il rispetto, mi riferisco a scelte strategiche non ai singoli lavori che sono tutti importanti)?

L’alternativa, per le persone che hanno da subito sposato questo gruppo, sta nelle singole persone, nella loro formazione, nella capacità di innovare, di migliorare anche in settori tradizionali come il turismo o l’agroalimentare. La capacità di mettere a frutto esperienze importanti che in Sardegna ad esempio sono avvenute nel campo dell’IT (VideoOnLine, Tiscali, il CRS4 con il primo sito web italiano), farle nostre, esserne consapevoli per guardare al futuro non per rimpiangere treni persi.

E poi c’è Internet. Io (classe 1975) sono di quelli nati quando non c’era. Mio figlio no.
Mio figlio e le sue generazioni potranno giocarsela alla pari (o quasi) da subito con i loro coetani del resto del mondo. Diamo loro i mezzi per farlo: ottimismo e formazione prima di tutto.

Su Internet, sebbene fossimo quasi tutti in Sardegna, abbiamo creato questo evento (il team di Sardinian Innovation, Alessandra Polo, Alessandra Loi, Davide Orro, Serena Orizi, Mario Gastaldi).

Tramite Internet stiamo raccogliendo le adesioni e gli sponsor per il primo evento che si terrà Mercoledì 20 Aprile (appositamente la settimana di Pasqua per permettere ai nostri expat di essere presenti) a Tramatza.

Vogliamo averti con noi. Porta le tue competenze, i tuoi prodotti e/o servizi, le tue idee, ed un sano entusiasmo.
Partecipa subito e permettici di raggiungere il prima possibile la quota di 100 partecipanti per dare inizio a questo processo di cambiamento!.

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apr 11th by marcelloorizi Continue Reading
07th

Microcredito e PIA: bandi scritti male (?)

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Premessa essenziale: Prossima Isola è nata grazie a dei bandi pubblici che abbiamo vinto. Senza quei bandi pubblici forse non avremmo trovato il coraggio di partire ed oggi, in una realtà come quella del Nord Sardegna (una delle aree maggiormente depresse di tutta l’Italia), a meno di 3 anni di vita, non esisterebbe una piccola azienda che dà lavoro a 10 persone, senza un euro da clienti pubblici.
Quello che segue è uno sfogo e una richiesta di maggiore attenzione verso quelle aziende che davvero sono in grado di creare occupazione, ovvero le startup ad alto contenuto innovativo (cercate su google le ultime indagini statistiche relative al mercato americano e guardate chi nell’ultimo anno ha creato posti di lavoro in America, non vi anticipo la risposta).

Ciao a tutti,
racconto la mia esperienza in due recenti bandi finanziati dalla Regione Sardegna: Microcredito e PIA.

Il Microcredito prevedeva la concessione di un finanziamento fino a 25000 euro, a condizioni vantaggiose. Il PIA una serie di contributi a fondo perduto per attività di R&S.

Ebbene, ecco la mia estrema sintesi:
Microcredito: dopo aver scritto tutta la documentazione e fornito tutta una serie di integrazioni, risultiamo troppo ricchi per partecipare. In realtà, sfido chiunque dalla lettura del bando a capire che questo fosse precluso a chi disponesse di un immobile come seconda casa (requisito di non bancabilità). Nel mio caso, possiedo due bilocali, in uno ci abito ad Alghero, e in uno ci abitavo quando vivevo vicino Varese. Sommandoli insieme, non fanno 100 metri quadri. Ma non fa niente, sono un riccone, niente bando. Non fa niente se sono quasi tre anni che percepisco un reddito ridicolo o non lo percepisco. Sono un riccone.
Mi piacerebbe però vedere i nomi di chi vincerà il bando, per verificare chi effettivamente ne usufruirà. Ho paura che in questo caso la burocrazia creata servirà a tarpare le ali agli onesti, a chi dichiara, a chi non intesta le proprie cose ad altri, a chi non risulta nullatenente con il macchinone etc…

PIA: abbiamo scritto il bando insieme a un’altra azienda per un progetto davvero fortemente innovativo, con un mercato chiaro, un canale di vendita già in piedi (perché abbiamo già dei clienti), difendibile tecnologicamente… mah… mah… quei geni che stanno alla Regione Sardegna, perché di geni si tratta, hanno equiparato le aziende di ICT e le aziende di servizi in genere alle aziende industriali che tipicamente, per avviare un proprio piano di sviluppo, necessitano di investimenti importanti (macchinari, uffici, etc…). Morale della favola: l’art 6 obbliga le aziende a presentare un piano per almeno 400′000 euro. OK, forse le finalità reali di questo bando sono quelle di finanziare le grandi imprese, ma allora non dicano che con questo strumento verranno finanziate le aziende sarde ICT. Di aziende sarde ICT in grado di presentarsi a questo bando, senza gonfiare costi, se ne conteranno sulle dita di una mano, le altre saranno sicuramente le solite ditte grandi della penisola pronte a fare man bassa di soldi facili. Facciamo una scommessa? Di queste aziende non sarde che verranno a prendersi i soldi della Regione Sardegna, quante avranno creato posti di lavoro costanti nel tempo fra 3 anni? Lancio un’idea, che la Regione si impegni a comunicarci questo dato.

Che dire? Che forse non sono questi i bandi che avevano come finalità il finanziamento delle aziende sane, giovani, innovative e con gran voglia di fare. Questi due bandi erano finalizzati alle persone in difficoltà e alle grandi aziende.
Rimango in attesa di vedere quali saranno allora i bandi per aziende come le nostre, quelle che cercano di cambiare la nostra regione, il resto per me paiono assistenzialismo e aiuti ad aziende in difficoltà.
Questi bandi saranno forse anche gli ultimi prima che la Regione Sardegna esca dall’obiettivo 1. Che tristezza averli scritti così, suonano come un’altra occasione persa.

My 2 Cents.
Marcello

P.S.:
Ecco l’articolo del bando PIA:
Art. 6 – Piani di Sviluppo Aziendale
2. Il costo ammissibile complessivo del Piano di Sviluppo Aziendale non deve superare l’importo massimo di 20.000.000 di euro, fatti salvi i massimali indicati per i singoli Piani specifici. Il costo ammissibile complessivo del Piano di Sviluppo Aziendale non deve essere inferiore all’importo minimo di 250.000 euro per le imprese artigiane e di 400.000 euro per le imprese industriali.

P.P.S.: comunque le idee che volevamo presentare le realizzeremo lo stesso e col vantaggio di non avere cavilli burocratici e l’overhead delle rendicontazioni

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dic 07th by marcelloorizi Continue Reading
28th

Sardegna 2.0

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In questo blog parliamo spesso di innovazione, imprenditorialità, cultura dell’esempio e… territorio.
(vedi ad esempio questo articolo che abbiamo pubblicato un po’ di tempo fa)

Ecco, per quel che riguarda il territorio, io e Daniele avevamo in testa la seguente idea: mettere in collegamento online e offline le persone che hanno a cuore la Sardegna in modo da creare degli ipotetici ponti commerciali.
Ne abbiamo parlato con altre persone e, fra queste, Francesco Pintus e Antonio Puggioni hanno dato la piena adesione al progetto.

Abbiamo così creato la settimana scorsa il gruppo Sardegna2.0 su LinkedIn e dopo la prima settimana siamo già 116 persone.
Io, Daniele, Francesco e Antonio siamo i gestori del gruppo ma l’idea è di consegnare la gestione alle persone facenti parte del gruppo stesso.

Alcune delle persone che si sono iscritte hanno già chiesto di allargare lo spettro di possibili canali di comunicazione con un sito che rappresenti il gruppo. Cosa che molto probabilmente faremo presto.

Qui di seguito il testo dell’email che abbiamo inviato ai nostri contatti per invitarli a prendere parte a questa iniziativa.

L’idea è un po’ malsana ed è nata mentre assistevamo ad un workshop tenutosi alla Stanford University e che aveva come oggetto “il modello israeliano” e l’importanza delle relazioni fra israeliani presenti in Silicon Valley e quelli rimasti in medio oriente.
Due + due… quanti sardi ci sono nel mondo e quanti possono fare da sponda per aziende sarde che hanno prodotti/servizi validi da proporre?
Da qui l’idea di creare un gruppo che cerchi di mettere in contatto queste persone, di farle semplicemente incontrare online e una/due volte l’anno offline.
Questa che segue è la descrizione degli intenti del gruppo:
—–
Cambieremo la Sardegna e lo faremo attraverso una rete di persone.
Costruiremo un ponte fra chi vive in Sardegna e chi vive fuori, con l’intento di creare occasioni di crescita economica delle singole aziende e professionisti che vorranno entrare a fare parte di questa rete.
Il gruppo vuole facilitare l’incontro anche offline con la creazione di eventi nei quali vedersi in faccia, poter valutare l’affidabilità delle persone, e godere insieme di serate serene e culturali.
Avete un’idea imprenditoriale, un business avviato, cercate un partner commerciale? Entrate a far parte del nostro gruppo.
—–

Vi invito a segnalare questo gruppo a tutte le persone che ritenete possano essere interessate.
E, come sempre, i suggerimenti non sono benvenuti, sono indispensabili.

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nov 28th by marcelloorizi Continue Reading
29th

Relax nel coworking di Sassari

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Ecco di cosa ci siamo dotati in azienda.
La concentrazione è sempre alta, ogni tanto bisogna respirare e bruciare energie per poi ripartire.

Quello che segue è il video della nostra sala relax, disponibile per tutti i coworkers che passeranno dal nostro ufficio, e per quelli che decideranno di condividere con noi quotidianamente spazio, idee, un caffee ed una partita a biiardino.
;-)

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ott 29th by marcelloorizi Continue Reading
18th

Una Silicon Valley altrove? “Caos e Talenti”

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Oggi ho ricevuto numerosi input che mi hanno fatto ripensare all’ormai quasi inflazionato argomento “è possibile replicare il modello Silicon Valley” da altre parti nel mondo?
(Ne avevamo provato a parlare timidamente anche su questo blog in merito ad una ipotetica Silicon Valley in Sardegna.)
Ringrazio infatti Leandro Agrò per aver condiviso sul gruppo di Facebook “Ride the Wave to San Francisco” creato da Massimo Sgrelli, questo post del 2006 a firma di Guy Kawasaki.

Suggerisco a chi è interessato all’argomento, di leggere attentamente questo articolo perché contiene moltissimi spunti, molto stimolanti e per nulla scontati.
Che ne dite ad esempio del fatto di evitare di creare un fondo di VC, o di evitare la detassazione?
Posizione per niente scontata e che, di fatto, annienta un po’ tutte le posizioni che si basano su un masterplan governativo che stimoli la creazione di una nuova Silicon Valley dall’alto.
Credo che in tutto l’articolo si evidenzi anche una diversa concezione della società fra gli americani e gli europei.

Ma quello che voglio evidenziare è che alla fine la ricetta pare una sola: “attirare talenti affamati” in un ambiente che sia stimolante, e credere che questi talenti siano capaci, attraverso il caos di relazioni che si vengono a creare, di dare risposte a problemi non ancora risolti o prossimi a essere riconosciuti tali.

Caos generato da talenti che secondo me è ben rappresentato da ciò che mi pare essere successo alla startup weekend a Milano questo fine settimana (mi mangio le mani per non aver partecipato).
Imprenditori, esperti marketing, legali, designer … che si sono sfidati per tirare fuori delle idee, abbozzare demo, delineare un business plan, effettuare un pitch tutto nel corso di un fine settimana.

Caos e Talento … materia in cui noi Italiani siamo maestri da secoli.

Se solo ce lo avessero detto prima
:-)

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ott 18th by marcelloorizi Continue Reading
14th

Tu, come azienda, cosa stai facendo per il tuo territorio?

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Bellissimo servizio, segnalato da Fabrizio Capobianco su Facebook, quindi rubato.
;-)

Il video racconta la storia di Bardi, un paese sugli appennini, e del suo modello di sviluppo del territorio.
Le parole dell’Ing. Pontremoli della Dallara sono macigni.

Raramente ho guardato un video che, ad ogni secondo, rafforzasse in me le mie idee come è riuscito a fare questo.
Mi ha dato tanti di quegli spunti che devo assolutamente condividere.
Ma prima guardate il servizio realizzato da La7.

Ecco cosa mi sono segnato io, e come ciò si applica alla nostra esperienza aziendale e privata:
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mag 14th by marcelloorizi Continue Reading
12th

Silicon Valley in Sardegna?

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Visto che non sono abbastanza incasinato, insieme a Daniele, con la preparazione di tutto il materiale per la finale del Mind The Bridge che oramai è alle porte, sono voluto entrare comunque nel merito di una discussione presente su quota100, il Social Network del Distretto ICT di Sardegna Ricerche.

Lo spunto viene da un post di Leonardo Paschino, un giovane ingegnere che conosco e che si pone molte domande a seguito della lettura dell’interessantissimo articolo pubblicato da Pietro Zanarini sul suo blog su Nòva del sole24ore.

Non avendo contattato direttamente Leonardo e chiesto la sua esplicita autorizzazione a pubblicare il suo intervento sul nostro blog, mi limito a riportare solo il mio contributo alla discussione e il giudizio sull’interessante articolo.

Stintino (Sardegna): si può fare qui una Silicon Valley?

Stintino (Sardegna): si può fare qui una Silicon Valley?

Ciao Leonardo,
Scrivo, come sai, direttamente dalla Silicon Valley dove ho la fortuna di trovarmi per un breve periodo.
Non posso non entrare in questa discussione perché la sento troppo viva sulla pelle.
Ho mollato tutto e sono rientrato in Sardegna per creare una startup che vuole fare dell’innovazione il suo punto di forza, e lo vuole fare in Sardegna.

Fatta questa premessa, cerco di entrare nel merito e ti dico cosa non mi convince dell’articolo.
Continua a leggere

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mar 12th by marcelloorizi Continue Reading