24th

Master&Back – strumento essenziale se…

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… se si è pronti a mettersi in gioco.

Oggi ho letto il post “Catastrofi culturali della sardegna contemporanea, il master&back, ovvero come creare una generazione di giovani preparati, frustrati e incattiviti” di Vito Biolchini sulle difficoltà insite nel garantire posti di lavoro qualificati a chi ha usufruito del Master & Back.
Per chi non lo sapesse, magari perché non sardo, il Master&Back è un percorso di alta formazione fuori dall’Isola (Master), al cui termine dovrebbe essere previsto un percorso di rientro (Back) per spendere queste competenze per il bene del territorio sardo. Questa iniziativa è sostanzialmente sostenuta economicamente dalla Regione Sardegna.

Tutto splendido, ma quali sono i problemi? I problemi principali risiedono nel fatto che apparentemente (leggi sotto) moltissime persone non riescono a trovare un percorso di rientro adeguato alle loro professionalità. L’articolo si può riassumere con una frase “poveri ragazzi, vi hanno illusi, non sperate di trovare i lavori che cercate al vostro rientro, utilizzate al meglio le vostre professionalità fuori dalla Sardegna”.

Ebbene, voglio di seguito distruggere tutta una serie di alibi contenuti in quell’articolo, per difendere l’importanza di investimenti in formazione come il Master&Back, e lo farò citando anche alcune esperienze personali:
1) Come possibile ente ospitante, operante nel settore ICT, ho verificato con cura tutte le vetrine delle persone che avevano indicato ICT o Marketing come settore di appartenenza nella precedente edizione del M&B. Diciamo che, o le vetrine non rendevano giustizia alle competenze delle persone oppure di CV davvero interessanti non è che ce ne fossero a bizzeffe.
2) Comunque ho selezionato un buon numero di persone da contattare per chiedere di fare un colloquio presso la nostra azienda, nata nel 2008, premiata a suo tempo come migliore startup di quelle nate con SardegnaRicerche, premiata come una delle 5 finaliste della Business Plan Competition Mind The Bridge e che, proprio nel momento in cui contattava queste persone si trovava a Stanford a presentare uno dei propri servizi innovativi. Volete sapere come è andata? TUTTI cercavano un’azienda consolidata, molto preferibilmente un ente pubblico. Anzi, hanno preferito accettare percorsi di rientro in enti pubblici per i quali dovranno in futuro passare dei concorsi creati appositamente per loro per essere assunti (se li faranno e, ad ogni modo, con quale stima di se stessi).
3) La nostra azienda, con mille e più mille difficoltà, ad oggi, dopo 3 anni, consta di 2 soci e altre 9 persone, di cui 7 a tempo indeterminato e collabora quotidianamente con altri liberi professionisti. Io e Daniele siamo tornati, ci abbiamo messo i pochi risparmi guadagnati in precedenza, non dormiamo la notte, ci spacchiamo le ossa ma abbiamo una altissima autostima, derivante dal fatto che stiamo creando qualcosa e lo stiamo facendo qui, a Sassari, dove gli operai sono sui tetti e le commesse vengono sostituite ogni 6 mesi.
4) Piuttosto suggerirei alla partenza di formare più persone in settori che davvero richiedono delle competenze spendibili sul territorio, ovvero turismo, marketing, ict, non gli esperti di alta finanza o di relazioni internazionali.
5) Dice l’articolo che questi giovani, tramite il Master&Back, vengono preparati, illusi e incattiviti. Pienamente d’accordo sul “preparati” (o almeno lo spero), può darsi sull’illusi, ma sull’incattiviti proprio non reggo. Siete incattiviti? è qui in Sardegna che volete spendere le vostre professionalità? Allora lasciate il certo e dimostrate che siete davvero forti e preparati, entrate in aziende piccole che hanno bisogno del vostro apporto e poi createne voi di ancora migliori. Ma agite!!! Chi è incattivito, davvero, va e si prende il suo futuro, anche se costasse il rischio di non dormire la notte.
6) Per capire perché il miglior investimento sia quello sulla formazione leggete l’articolo di oggi sul blog del Corriere della Sera di Vittorio Viarengo. Non credo ci sia bisogno di aggiungere altro.

Ragazzi, quando vi dicono che le cose non si possono fare, non date ascolto e lottate per ottenere quello che volete ottenere.
Vi deresponsabilizzano, e questo forse vi può fare stare bene li per li, perché potete dire che è colpa di altri, che non dipende da voi.
Ma non è così.
Siamo nel mezzo di una guerra generazionale, in piena crisi economica, con vecchi modelli di sviluppo che stanno muorendo ogni giorno: è una vera e propria chiamata alle armi e servono i migliori per vincere.
Tornate e non date retta a nessuno, se non al vostro coraggio!

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giu 24th by marcelloorizi Continue Reading