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Silicon Valley in Sardegna?

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Visto che non sono abbastanza incasinato, insieme a Daniele, con la preparazione di tutto il materiale per la finale del Mind The Bridge che oramai è alle porte, sono voluto entrare comunque nel merito di una discussione presente su quota100, il Social Network del Distretto ICT di Sardegna Ricerche.

Lo spunto viene da un post di Leonardo Paschino, un giovane ingegnere che conosco e che si pone molte domande a seguito della lettura dell’interessantissimo articolo pubblicato da Pietro Zanarini sul suo blog su Nòva del sole24ore.

Non avendo contattato direttamente Leonardo e chiesto la sua esplicita autorizzazione a pubblicare il suo intervento sul nostro blog, mi limito a riportare solo il mio contributo alla discussione e il giudizio sull’interessante articolo.

Stintino (Sardegna): si può fare qui una Silicon Valley?

Stintino (Sardegna): si può fare qui una Silicon Valley?

Ciao Leonardo,
Scrivo, come sai, direttamente dalla Silicon Valley dove ho la fortuna di trovarmi per un breve periodo.
Non posso non entrare in questa discussione perché la sento troppo viva sulla pelle.
Ho mollato tutto e sono rientrato in Sardegna per creare una startup che vuole fare dell’innovazione il suo punto di forza, e lo vuole fare in Sardegna.

Fatta questa premessa, cerco di entrare nel merito e ti dico cosa non mi convince dell’articolo.

Secondo me trascura, o sottovaluta tre differenze fondamentali: imprenditoria, focus sul cliente e networking.

Provo a spiegarle una alla volta.

Imprenditoria: la Silicon Valley non è la culla della tecnologia, ma del rischio imprenditoriale. A livello tecnologico l’europa non ha nulla da invidiare, stanne certo. Però qui a 23 anni chi si laurea a Stanford pensa a quale startup creare, in Italia a 28 anni si sceglie in quale azienda entrare.
In Sardegna, poi, storicamente, questo approccio al rischio imprenditoriale è probabilmente ancora ad un livello più basso rispetto alla media nazionale.

Focus sul cliente: cito cosa ci ha detto il VP del settore search di LinkedIn, spiegando il successo di queste startUp. La tecnologia é l’atomo di un sistema molto più grande. Un qualcosa di necessario, che deve funzionare alla grande, ma che non è sufficiente. Lo sai che in LinkedIn, solo un quinto dei dipendenti svolge un ruolo tecnico? Oppure sarebbe opportuno fare sentire nelle Università e nei centri di ricerca italiani le parole di un manager di Facebook. Ti giuro, sembrava un adepto della “religione del cliente”. Vediamo cosa vuole il cliente, verifichiamo come si comporta il cliente…. in Italia c’è questa mentalità? Io credo di no, e non credo che in Sardegna sia diverso. Noi siamo fermi alla tecnologia, perché da noi vige il regime del massimo esperto di settore. Mi verrebbe voglia tante volte di fare delle belle pernacchie a questi massimi esperti del settore.

Networking: e qui secondo me l’idea della Sardegna come nuova Silicon Valley si incrina fortemente se non avverrà qualcosa nel più breve tempo possibile e lo possiamo fare solo noi giovani(?) che siamo nati con Internet, frequentiamo costantemente i social network e siamo abituati e ben disposti a confrontarci.
Devi vedere cosa succede qui. La facilità con la quale riesci ad entrare in contatto con chiunque, anche con persone che svolgono ruoli davvero importanti nelle loro aziende. Tutti ti danno ascolto e si confrontano. E confrontandosi, il prodotto Silicon Valley migliora. Semplice, no?
E in Sardegna? uhmmmmm, quasi non ci conosciamo.
Chiedi a Massimo quanto mi faceva arrabbiare il fatto che al CRS4 ci fossero delle competenze così importanti che non venissero poi sfruttate commercialmente grazie ad un positivo scambio di idee fra ente di ricerca e aziende. E la colpa è di tutti, aziende comprese, con le quali non ci si riesce nemmeno ad unire per andare a togliere le commesse regionali ai soliti noti grossi gruppi nazionali.

Ora, dette quali sono secondo me le vere problematiche, ti dico quali sono, sempre secondo me, le possibili soluzioni.

Imprenditoria: Acceleratori privati come H-Farm, M31 e, diciamolo visto che è in Sardegna, TheNetValue di Mario Mariani. Parallelamente servono figure che operino come business angels e qui posso fare sicuramente il nome di Luigi Filippini con la sua Meridies. Se delle idee brillanti possono trovare dei manager che hanno una grossa esperienza alle spalle e ti sanno lanciare nella giusta direzione, tutto diventa più facile. E da li nasce l’esempio da seguire come hai detto tu.
Tiscali ed Akhela testimoniano che si può fare impresa nell’ICT e nell’innovazione anche in Sardegna.

Focus sul cliente: formazione, formazione, formazione. E spendere soldi per mandare la gente in giro per il mondo. Specialmente qui in Silicon Valley, perché in questo caso c’è un vero e proprio gap culturale da recuperare.

Networking: spero che questo gruppo che ho appena scoperto si possa allargare fortemente a tutte le persone che operano in tutta la regione e che si riesca davvero a fare sistema, scambiandosi le idee e gli obbiettivi. Mi farebbe davvero piacere che questo social network ambisse ad uscire dai confini del parco tecnologico.

Alla fine, poi, quoto completamente il suggerimento che ti ha dato Fabio Roli. Sta a noi provare a cambiare le cose col nostro piccolo esempio.
Che quello di tutti noi possa essere davvero un buon esempio per altri che si vogliano sbattere perché una piccola Silicon Valley possa nascere in Sardegna.

Ciao,
Marcello

P.S.: ho appena letto il commento di Pietro Zanarini sulla proposta di un Barcamp su questo tema. Non posso fare altro che chiedervi se posso parteciparvi, sperando che sia ad Aprile dato che sarò qui in SV fino a fine mese.

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mar 12th by marcelloorizi

6 commenti

  1. Bellissimo post, profonda analisi. Che altro dire Marce…se non “contiamoci e incontriamoci” (perché anche la comunicazione può dare valore aggiunto). Un saluto a te e a Dani, forza!


    Serena



  2. Siete fantastici davvero! Ogni giorno mi fate apprezzare di più la vs generazione e mi pento sempre meno di essere finita in questo mondo quando da ragazzina ho scelto di laurearmi in Scienze dell’Informazione anziché in lingue (era la seconda scelta)!
    Faremo il barcamp più bello della storia!
    Venite qui http://quota100.ning.com dite la vs sul nome e poi partiamo…


    Flavia Marzano



  3. Ho lasciato i miei commenti al post di Zanarini. Dateci un’occhiata se avete voglia. Ciao


    Luca



  4. @serena lo sai quanto penso che sia importante comunicare e incontrare le persone. In Sardegna non siamo tanti, sarebbe bello conoscersi tutti e portare sull’isola le migliori teste dal mondo. Un sogno?

    @flavia grazie!!! ci conto davvero a partecipare al “barcamp più bello della storia”.

    @luca ho letto i tuoi commenti e mi chiedevo se li avessi scritti io, tanto siamo in sintonia sulle differenze e le cose da fare.
    ;-)


    marcelloorizi



  5. @Luca ho letto i tuoi commenti e, a mia volta, ho commentato. Che dire…mi sa che la pensiamo un po’ tutti allo stesso modo
    :-)


    danieleidini



  6. [...] Silicon Valley” da altre parti nel mondo? (Ne avevamo provato a parlare timidamente anche su questo blog in merito ad una ipotetica Silicon Valley in Sardegna.) Ringrazio infatti Leandro Agrò per aver [...]


    Una Silicon Valley altrove? “Caos e Talenti”



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