15th

Si può creare ricchezza solo se ci si confronta

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Bella li, adesso pontifichiamo pure.
Il blog ci sta proprio dando alla testa.
:-)

Il titolo è il frutto del mio viaggio di ieri a Pula per assistere allo splendido seminario sull’Internet Of Things che ha avuto, fra i suoi relatori, Leandro Agrò e Roberto Ostinelli di Wide Tag.
Personaggi molto carismatici che hanno trovato nella platea di menti sarde un buon auditorio e credo anche una possibile spalla per creare in Italia un polo tecnologico che si occupi di Internet Of Things, che possa cioè intercettare questa nuova onda che sta già passando sopra di noi.
Un mio tweet di ieri, riassuntivo soprattutto della prima presentazione fatta da Leandro diceva:
“Conigli, palle, sedie connesse a internet. Per farci cosa? Alla creativitá italiana la risposta #3rdwave”

E credo riassuma bene l’opportunità.
IoT: Internet delle cose, cose connesse alla rete, miliardi di possibili terminali, cose tangibili come un coniglio finto, una palla o una sedia che però possono parlare fra di loro e con l’uomo
Per dirsi cosa? Per fare cosa?
Esattamente in questa risposta sta la necessità di creare un sistema di eccellenze che sfruttino la creatività (e anche il buongusto) tipicamente italiana, per reinventare gli oggetti e suggerirne nuovi utilizzi.

Internet Of Things

Internet Of Things

Potenzialità enorme per la nostra nazione che può essere ottenuta solo con un grosso sforzo collettivo che dovrebbe vedere insieme imprese tecnologiche innovative, imprese di servizi, designers, comunicatori e… politica.

Sempre che questa sia in grado di rendersi conto dell’importanza di dettare delle priorità, di suggerire degli obbiettivi di crescita.
Non credo che ne sarà capace, distratta come è, dalla necessità di rattoppare le problematiche immediate e di guadagnare voti per ogni prossima elezione europea/nazionale/regionale/provinciale/comunale/distrettuale/infinitesimale.
Un tale ragionamento di lungo periodo, una tale visione non fa parte del DNA della politica, ancora meno di quella italiana.

Allora la soluzione qual è?
Secondo me la risposta è semplice, il compito difficilissimo: è una soluzione che necessariamente deve venire dal basso.
Oggi si può perché abbiamo i mezzi per farlo. Possiamo incontrarci su Internet, volare a dei costi ragionevoli, incontrarci online ed offline per comunicare/condividere/litigare sul cosa fare, “sulla strategia e sulla tattica”.
Può succedere che un consulente che solitamente si occupa di bandi, decida di scendere con me a Cagliari e si senta chiedere “Ma tu Ste, oggi che ci vieni a fare a Pula a questo convegno tecnico? a sentire parlare di IoT?”. E succede che questo consulente rimanga fin oltre la cena a Pula insieme a me e mi riaccompagni a Sassari in macchina a mezzanotte (by the way, sveglia alle 5:20 e nanna alle 24:50), dopo essersi ritrovato tutto il giorno a visitare i laboratori ICT del CRS4 e aver fatto parte di una specie di Think Tank composta da cazzuti visionari (Leandrò e Roberto), pragmatici (Claudio), ricercatori (Massimo e i suoi colleghi del CRS4) e instradatori dello sviluppo (Flavia e Pietro), più il sottoscritto privo di aggettivo.

CRS4: sapete che www.crs4.it è stato il primo sito Internet italiano?

CRS4: sapete che www.crs4.it è stato il primo sito Internet italiano?

Questo piccolo esempio di Stefano credo sia davvero lampante di come, secondo me, si debba cercare di aprire la nostra società dal basso, partecipando, sentendo, confrontandosi.
Ieri a Sardegna Ricerche, con il seminario su IoT, ne abbiamo avuto un ottimo esempio e spero che in Italia in molti possano aprirsi al confronto con società come Wide Tag, Arduino, Funambol e le altre che rappresentano l’eccellenza italiana nel mondo dell’ICT (e non solo).
La Silicon Valley in questo credo sia maestra nel mondo, con il suo ambiente così open, aperto al confronto.
Forse, di tutte le cose che ci mancano (Università, investimenti, scambi culturali, cultura del rischio), l’approccio a diventare più pronti al confronto è quello che più facilmente si può raggiungere senza grossi investimenti e senza chiedere lo sforzo alla nostra classe politica.
Magari, un polo tecnologico dell’Internet Of Things si può fare in Italia, magari in Sardegna, perché non provarci?

P.S.: Incorporo le slide del primo intervento di Leandro Agrò. Molto ben fatte e chiare.

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apr 15th by marcelloorizi

One Response

  1. L’aggettivo te lo do io.. Sei “updated” sempre e comunque.. Dimmi la verità: Hai caricato un istanza di te su “where is now?”!!

    Dopo questi due giorni non posso piu’ guardare le mie centraline, i navigatori, gli inverter FV, palle e conigli senza sentire la loro voce.

    Oggi i “cazzuti visionari” hanno messo testa in tutti i sensi nei nostri dispositivi.. Ci sentiamo perchè dobbiamo creare le opportunità per continuare a confrontarci..

    curiosità: (Per dirla alla Roberto) ecco un’applicazione “stanziale”
    http://www.edibleapple.com/installing-an-ipad-onto-dashboard-toyota-tacoma-style/


    Antonio Maybug Solinas



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