04th

Networking senza calze

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E che vuol dire? Ci arriveremo più avanti in questo post che racconta ciò che è avvenuto dopo la visita dell’altro giorno da Fabrizio Capobianco, CEO di Funambol.

Appena ho finito di scrivere il post “I cocci, il mercato… diventeremo grandi“, siamo scappati alla cena di arrivederci dei ragazzi del Fullbright BEST che, avrete capito, ci hanno un po’ adottato ed ogni tanto ci mettono un tetto sopra la testa ed un piatto sotto la forchetta.
:-)

Ogni volta che li incontro mi carico vedendo 15 ragazzi, potenziali futuri imprenditori italiani in Italia, che sognano di concretizzare la loro idea e lo fanno con una grandissima umiltà che tante volte, in patria, forse non si potrebbero permettere di mostrare di fronte ad altri professionisti. Siamo pur sempre il continente degli esperti di settore!!!
Qui, inoltre, a queste feste trovi una bambina figlia di un iraniano ed una italiana che a 4 anni parla 4 lingue (le due dei genitori più l’inglese e il cinese). L’inglese perché è cresciuta qui negli states, il cinese perché frequenta una scuola cinese. Credo che già solo questo potrebbe mettere il silenziatore a molti esperti di settore.
;-)

WOW che ragazzi fantastici!!!

WOW che ragazzi fantastici!!!


La cosa bella, poi, tipicamente italiana è il calore delle persone. Avreste dovuto sentire la poesia in rima, preparata da Giuseppe, per ciascuno dei 15 avventurieri. Forse solo noi latini riusciamo a trasmettere questo senso di amicizia e di relazione personale che va oltre le banali regole di una necessaria convivenza sociale.
La poesia, dopo aver preso in giro i 15, finisce proprio così:
“E ringraziando tutti quanti,
lascio l’ultima memoria,
carriera e soldi so importanti,
l’amicizia e’ n’altra storia”
(tratto da poesia di conclusione BEST 2010, “La divina tragedia”, autore Peppe)

Abbiamo mangiato la solita fantastica carne americana (ma che ci mettono dentro?), suonato la chitarra (nessuno in Italia avrebbe mai urlato “sono un Italiano vero”, qui lo abbiamo fatto tutti) e bevuto un po’ (?) di birra, vino e vodka.
Daniele è stato preso in giro per il suo “Sorriso Durbans” mostrato orgogliosamente nella sua business card e, come spesso, ho avuto difficoltà a portarlo via dall’arena. Ma lo conosco da un vita, quando è lanciato, devi aspettare almeno al 15esimo ” si andiamo” per andare via veramente.

Il tempo è volato parlando fino all’una di notte con tutti i ragazzi sui loro progetti imprenditoriali. Con Riccardo Ferretti, il ragazzo italiano che ci ha permesso di visitare LinkedIn dato che ci lavora da un sacco di tempo, abbiamo invece parlato per un po’ del fatto che qui i dipendenti sono parte dell’azienda realmente e come sia difficile anche burocraticamente replicare questo modello in Italia. Come si fa in Italia a dare delle stock option a dei dipendenti? e non parlo dei supermanager!

A nanna tardi e sveglia all’alba per un evento di networking un po’ particolare: startup woffles in Palo Alto.
Praticamente siamo andati a fare colazione con dei bidoncini di caffè portato via da Starbucks, orange juice e delle waffles preparate da chi ha organizzato l’evento.
La cosa particolare è che praticamente l’evento si è svolto a casa degli organizzatori, dei ragazzi sui 25 anni che fanno questo di lavoro (hanno anche il loro business angel). Ad accoglierci, uno degli invitati che aveva dormito li, senza una calza e con i capelli rasati sui due lati ed un pennacchio in testa. Poi una ragazza che credo viva li, senza calze pure lei. E gli organizzatori!!!
Ma dove siamo capitati? però la gente ti si presenta ed inizi a parlare.
Dopo un po’ salone e cucina pieni (almeno 60 persone), chi ha alle spalle 5 startup, un ragazzo che lavora per un VC, executives con alle spalle grossi business, ed una serie si startups davvero toste.
Ti verrebbe la voglia di toglierti le calze, ma forse è meglio di no!!!
Alla fine arrivano anche alcune persone che vediamo sempre qui al PnP. Evento divertente ed utile. Settimana prossima uno dei ragazzi che ha fatto una startup viene qui al PnP a farci vedere una cosa che ci interessa per WhereIsNow.

Daniele nel salone degli organizzatori della startup waffles

Daniele nel salone degli organizzatori della startup waffles

Poi via di corsa a Santa Clara, ad una presentazione sul Word of Mouth (passaparola). Ambiente completamente diverso ma molto informale pure qui.
30 secondi di pitch di presentazione di tutte le persone presenti, aperto dal battito di un martelletto (come quello dei giudici).
Poi una presentazione interessante e via con un giro di ringraziamenti e domande allo speaker di turno.
Tutto poi finisce con un altro colpo di martelletto.

Via di corsa poi a mangiare una cosa al volo perché dobbiamo correre a Stanford. Andiamo a vedere una presentazione fatta da Polly Sumner, president of global Services and chief adoption officer di Salesforce e da Elizabeth Tinkham , managing Director at Accenture Ltd. Chicago, all’interno del programma “Stanford Technology Ventures Program“.
Due donne, con due si, diciamo, due personalità molto forti.
Non hanno slides da mostrare, parlano a braccio, si fanno le domande fra di loro e rispondono a quelle che provengono anche dagli studenti.
Studenti a dir poco fortunati.
Non hanno ancora concluso i loro studi e qui gli parlano già di imprenditorialità, di team, di focus, di fare cose semplici che cambiano il mondo. Di partire dal piccolo e pensare in grande. Gli comunicano già esempi di errori che loro hanno fatto nella loro carriere imprenditoriali.
Ed i ragazzi partecipano, fanno domande. Evento veloce, per niente pesante. Una sola ora, niente introduzioni del preside della facoltà o del professore di turno. Dritti all’argomento. Veloci.
Daniele si gira e mi fa: “Qui mi sarei laureato prima e forse con voti migliori”.
Io gli replico “Se mio figlio non farà l’idraulico, come mi auguro, e se proprio vorrà studiare gli dirò di venire qui a fare gli studi”

… almeno si potrà levare una calza mentre parla con un venture capital in un posto dove ti sembra che tutti possano davvero cambiare il mondo!!!

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mar 04th by marcelloorizi

6 commenti

  1. ……dobbiamo pensare una cohousing sassarese dove poter stare scalzi (-:.


    stefano cucca



  2. Non anticipare nulla!!! Tu che hai informazioni riservate :-)


    marcelloorizi



  3. Io ci sto! Io ci sto!! :) )


    Serena



  4. …..e io potrei ricevere gli Ospiti scalza e invitarli a fare lo stesso….insomma un RB A piedi nudi sul …parquet..

    Mi basterebbe il figlio plurilingue a 4 anni…Marce pensaci…


    Rita



  5. Ragazzi, blog semplicemente fantastico…
    E grazie per tutti i complimenti fatti ai BEST (anche se non ne faccio parte, lo dico in qualità di moglie di uno di loro…)!
    E’ veramente stato un piacere conoscervi e stare in vostra compagnia!!!


    Daniela



  6. [...] Richard è un ragazzo inglese che abbiamo conosciuto alla precedente colazione di lavoro (vedi post Networking senza calze). Dopo due minuti che stavamo parlando con lui, mi sembrava quasi che parlasse un’altra [...]


    Per osmosi



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