24th

“Giocare con queste cose di internet e dei cellulari”

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Qualche giorno fa ho postato su facebook un link ad un articolo di Massimo Cioiciola, che parlava di un’eventualità: un ministro di Internet.
Occupandomi tutti i giorni di servizi basati su Internet penso che sia un’ottima idea, il rilancio del nostro Bel Paese potrebbe transitare soprattutto attraverso Internet.
Il mio commento al post è stato:

bel sogno ma forse la politica italiana non è ancora pronta….gli italiani si!
Chi dice poi al ministro delle infrastrutture che gli hanno tolto i soldi per l’alta velocità e li hanno dati a degli startupper di 20anni per “giocare con queste cose di internet e dei cellulari”????


La mia frase virgolettata “giocare con queste cose di internet e dei cellulari” purtroppo è una frase che ho sentito spesso ripetere da politici di età avanzata (a volte anche più giovani). Secondo me è un modo molto ignorante di sminuire il lavoro di molti senza comprendere l’opportunità che “queste cose di Internet” offrono!
Una mia amica, Alessandra Polo, mi ha invitato a leggere quest’altro articolo “Il ministro della rete” e mi ha chiesto che ne penso.

Apro a tutti voi le mie considerazioni personali e vi invito a dirmi che ne pensate.
Comincio nel dire che tecnologia ed innovazione sono due cose sostanzialmente diverse, questo viene spiegato nell’articolo ma credo che sia un concetto chiaro per tutti.
C’è invece un aspetto che non mi convince molto. Sostenere che prima di avere un ministro di Internet serva un lungimirante cambio di politica dell’innovazione, secondo me è errato! Si rischia nuovamente di mischiare tecnologia ed innovazione.
Semmai servirebbero entrambe le cose :-)

Nel proseguo dell’articolo si parla di infrastruttura, servizi e cultura e si sostiene che serva prima di tutto cambiare l’ultima. Io vedo un grosso errore in questo.
Gli italiani sono molto lungimiranti e “COLTI” e vanno a velocità superiori rispetto alla politica e alle istituzioni. Questi italiani hanno già capito che Internet rappresenta un’opportunità, è solo la politica che, spesso, non lo capisce. Questo passaggio, seppur scontato, rappresenta il fulcro della mia considerazione.
Io, come tanti altri, intuisco le opportunità che la rete offre ma, senza un’adeguata “INFRASTRUTTURA” che uno stato moderno dovrebbe offrire, non avrei la possibilità di dare libero sfogo alla mia creatività e provare a lanciare nuovi “SERVIZI” sul mercato.
Ho volutamente evidenziato le tre parole chiave INFRASTRUTTURA, SERVIZI, CULTURA per farvi capire il concetto.
La cultura dei cittadini sull’uso delle nuove tecnologie è già diffusa sopratutto sulle nuove generazioni, provate a chiedere al figlio di Marcello (4 anni) come usa l’android del padre!!!
I cittadini come me, Marcello e tantissimi altri, immaginano e realizzano servizi basati sulle nuove tecnologie che migliorano i processi, quindi innovano.

Cosa manca? Solo l’infrastruttura, ed è proprio su questo che deve intervenire la politica. Ed è per questo che vorrei un ministro di Internet!
Con “infrastruttura” intendo che la politica dovrebbe creare le condizioni affinché le persone possano inventarsi nuovi servizi.
Forse con un ministro di internet si riuscirebbe a realizzare una rete a banda larga migliore e che riduca il digital divide. Ma soprattutto si riuscirebbe a dare l’opportunità ai cittadini, anche a giovani svegli 20enni, di crearsi un lavoro “giocando con queste cose di internet e dei cellulari”….e magari succede che qualcuno cambia il mondo anche se nasce a Napoli!

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nov 24th by danieleidini

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