06th

5 Idee per la crescita economica dell’Italia.

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In questo momento di assoluta mancanza di idee per la crescita della nostra nazione, ecco qui i miei 2cent sull’argomento. Idee che sono frutto della mia personale esperienza da “giovane” (oddio) imprenditore del mondo ICT, che vive sulla sua pelle le difficoltà e vede cosa invece funziona o potrebbe davvero funzionare.
Idee che credo siano di buon senso, in certi casi veramente distruttive per la loro semplicità. Ma per uscire da una situazione che vede uno stato elefantiaco e tutto annodato su se stesso, semplificare i grandi problemi mi pare l’unica soluzione.

A)
Problema: Costo del lavoro troppo elevato

Il problema è che i dipendenti non vedono quanto paga davvero un’azienda per il loro lavoro. Altrimenti…

Soluzione:
Spostamento di 200-300 euro su ogni stipendio dai contributi al compenso in busta paga al lavoratore. Contemporaneo innalzamento di pari importo dello stipendio minimo nei CCNL per evitare un livellamento verso il basso degli stipendi.
Vantaggi:
In sostanza, a parità di soldi spesi dall’azienda, il lavoratore guadagna subito di più e decide lui in cosa investire quei soldi. Perché li deve lasciare all’INPS? Siete sicuri che oggi lasciarli all’INPS sia meglio che ridurre il numero di rate del mutuo e conseguenti interessi?
Sostenibilità economica: il problema previdenziale mi pare evidente, ma bisogna avere coraggio. Quali vantaggi porterebbe però un aumento dei consumi ed un minor indebitamento dei cittadini verso le banche? Ai tecnici la risposta, se è possibile averla.

B)
Problema, anzi due problemi: L’ingiustizia di alcune tasse (IVA e IRAP) e l’assenza di un chiaro utilizzo delle risorse recuperate dalla lotta all’evasione fiscale.
L’IVA è ingiusta perché colpisce tutti i cittadini a prescindere dal loro reddito. Non se ne può fare a meno, ma si deve cercare almeno di ridurla (esattamente il contrario di ciò che ha fatto il nostro Governo) anche e soprattutto per incrementare i consumi.
L’IRAP invece colpisce le aziende che danno lavoro. Puro e semplice conto della serva: per un dipendente che costa all’azienda 30′000 euro all’annno, l’azienda paga ulteriori 1200 euro a prescindere dall’andamento economico dell’azienda. Anche qui, forse non ne se può fare a meno ma si può cercare di ridurla il più possibile.

Soluzione: i soldi raccolti dalla lotta all’evasione fiscale, devono essere dedicati e “vincolati” per i prossimi 10 anni alla diminuzione di IVA e IRAP, con un algoritmo stabilito e immutabile per tutti i 10 anni.
Sostenibilità economica: garantita dall’algoritmo che lega introiti dalla lotta all’evasione e decremento di IVA e IRAP.

C)
Problema: Troppo tempo sprecato per la burocrazia

Soluzione:
Una semplice legge di semplificazione burocratica che dice: “Lo stato non può richiedere ad un’azienda o ad un cittadino di produrre un certificato presso un ente pubblico per consegnarlo poi ad un altro ente pubblico”.
Una legge che non elimina le certificazioni antimafia o il DURC e tutti gli altri doverosi e necessari accertamenti ma semplicemente afferma che gli enti pubblici devono essere in grado di comunicare fra loro e non gravare sul tempo (oggi il bene più prezioso) delle aziende e dei cittadini.

Vantaggi: semplificazione burocratica,
Sostenibilità economica: tutti i bolli o altre tasse oggi pagati allo sportello, possono essere sostituiti da un’unica tassa forfettaria a carico delle aziende. All’inizio potrebbe essere calcolata sul totale dell’anno precedente, più avanti a consumo addebitando i costi da un cc dedicato all’azienda (una sorta di RID).

D)
Problema: Le vere infrastrutture del 2000.
Si pensa a TAV e Ponte sullo Stretto, ma le vere infrastrutture da fare sono Banda Larga, opendata e mobilità lavorativa, intendendo con questa gli spostamenti quotidiani/settimanali dei lavoratori.

Soluzione:
In parlamento ci sono 800 Milioni di euro dedicati alla banda larga che sono fermi li e resteranno fermi con questa vecchia classe dirigente che non ne capisce l’importanza. Quale può essere la più facile delle soluzioni? Sbloccarli ed utilizzarli SUBITO!.Si può risparmiare su altre voci non su questa.
Un grande progetto di Open Data, supportato da una legge che imponga agli enti pubblici di mettere i loro dati a disposizione dei cittadini e di chi li voglia sfruttare commercialmente entro 3 anni con premialità per chi lo fa subito, consentirebbe di effettuare la più grande operazione di trasparenza mai fatta in Italia (e Dio solo sa quanto ne abbiamo bisogno) e di fare nascere idee imprenditoriali da parte di chi sa dare valore aggiunto a quel patrimonio costituito dai nostri dati (pensate solo a quanto potrebbero fare le aziende ICT per il comparto turistico).
La mobilità lavorativa intorno alle grandi città, e nei collegamenti da e verso le grandi città Italiane, è l’ABC necessario per incrementare la produttività delle aziende che avrebbero così tutte automaticamente personale meno stressato dai trasporti, con più tempo a disposizione per garantire picchi di produttività, con imprenditori più facilmente in giro da una città all’altra. Il punto successivo su cui investire sarebbe, ovviamente, quello di incentivare i trasporti verso i più importanti HUB tecnologici e commerciali del mondo (San Francisco, Pechino, Berlino, Londra, Parigi, Bangalore, San Paolo etc…)
Sostenibilità economica: rinunciando al Ponte sullo Stretto e ad infrastrutture inutili o rinviabili, quanti soldi si possono risparmiare? Ecco, investiamo in questi progetti quelle risorse.

E)
Problema: Investire al meglio i soldi per le aziende di domani.
Oggi lo stato investe dei soldi in numerosissime azioni di finanziamento dell’imprenditorialità e della ricerca e sviluppo (a livello ministeriale, regionale, provinciale, comunale e chi più ne ha, più ne metta). Queste azioni hanno però due grandissimi problemi: non si riesce a sapere con certezza quando ci saranno, chi ci potrà partecipare, i tempi di assegnazione (vi dico solo che la mia azienda sta aspettando il risultato di un bando ministeriale da 2 anni) e di erogazione. Inoltre, per erogare questi soldi, lo stato richiede alle aziende di produrre una marea di documentazione che in una giovane azienda costituisce un costo davvero troppo elevato. Tanti soldi, spesi malissimo. Come si dice, non certo degli Smart Money.

Soluzione: Seed per Startup, sempre disponibile e fortemente meritocratico. Un fondo di seed che eroga dei finanziamenti per importi fra 20 e 30mila euro, senza richiedere particolari controlli di come vengono spesi questi soldi (i founders decidono anche in corsa come spendere al meglio tali soldi). Competizione pubblica, seguita dai media, che stabilisce quali siano le migliori giovani idee e le finanzia con regolarità, ogni anno, in slot temporali noti. Uno studente di scuola superiore o dell’Università DEVE sapere che esiste questo fondo e che in un dato momento potrà presentarsi con la sua idea per trasformarla da sogno in un’azienda da sogno.

Sostenibilità economica: usare i soldi pubblici come volano di aziende tecnologiche. Alla loro crescita economica risponderà il mercato (se il modello di business riesce a generare subito dei ricavi e ad autoalimentarsi) o i fondi di Venture Capital (se il prodotto ha bisogno di successivi importanti investimenti, come ad esempio in molti settori diversi dall’ICT).
Con un fondo da 60 Milioni l’anno, si possono finanziare oltre 2′000 nuove aziende all’anno. La parte migliore del nostro paese.

In America, “Startup companies less than five years old created 44 Million new jobs over the last three decades, and accounted for all net new jobs in the United States during that time”

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nov 06th by marcelloorizi

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