20th

Video e Slide di WhereIsNow al ForumPA

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Martedì 18 Maggio abbiamo presentato WhereIsNow durante l’elevator pitch dedicato alle piccole imprese innovative.
Ogni azienda ha avuto a disposizione i suoi 4 minuti per presentare la propria idea e per cercare di convincere qualche ente pubblico della bontà della propria idea e dell’utilità di fornire questi prodotti/servizi al cittadino.

Evento molto carino (qui maggiori dettagli), con un buon numero di aziende e con belle presentazioni. Tutti siamo restati sotto i 4 minuti assegnati (buon segno generale).
Quindi, davvero tantissimi complimenti a chi, in pochissimo tempo, ha organizzato questo evento e dunque a Flavia Marzano e Tommaso Del Lungo. E complimenti a tutti gli imprenditori che hanno presentato.

Però, c’è un però, gli enti pubblici non si sono fatti vivi.
Perché? Provo a stilare io un elenco di possibili motivazioni e così facendo mi tiro la zappa sui piedi, ma ci siamo abituati, tranquilli.
;-)

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19th

Fallimento, grazie e retry!

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Oggi con Daniele abbiamo fatto un elenco mentale dei principali imprenditori sardi.
Abbiamo escluso i palazzinari ed abbiamo cercato chi realmente offre qualcosa di innovativo e di importante.

Fra questi ci è venuto in mente il nome di Tusacciu, l’imprenditore della Plastwood, la società che produceva i GeoMag, un caso che è stato davvero un grande successo.
Anzi, potremmo dire, che proprio il suo enorme successo sia stata la causa di una successiva difficoltà che ha portato poi l’azienda al fallimento.

Si, il fallimento.

Potete leggere qui un breve resoconto sull’Unione Sarda di ciò che questa azienda ha affrontato negli ultimi tempi.
Un’azienda che, però, dal nulla, ha creato una realtà in grado di dare per anni lavoro a oltre 150 persone.

Oggi, sicuramente, mi immagino quante persone si saranno allontanate, e la solitudine che deve provare Tusacciu.
Solitudine che però è ampliata dalla nostra mentalità italiana, che tende a celebrare un fallimento imprenditoriale quasi come un funerale.
Se ripenso alle slides che più volte ho letto su Internet, ai convegni di Mind The Bridge, a ciò che ho avuto modo di conoscere personalmente nel nostro breve periodo in Silicon Valley dove abbiamo conosciuto diversi ragazzi (si, ragazzi) che si trovavano già alla terza, quarta azienda, mi viene un po’ di rabbia.
Rabbia perché qui da noi non viene data una seconda opportunità.
Rabbia perché non si apprezza ciò che si è cercato di fare.
Rabbia perché non si ricordano le cose comunque belle che una azienda ha fatto e che hanno permesso in certi periodi di dare lavoro, di offrire prospettive di crescita, di infondere OTTIMISMO.

A Tusacciu, che non conosco, va il nostro Grazie.
E chiudo con queste bellissime sue parole riportate nell’articolo:
«Ho perso tutto, tutto. L’azienda, il patrimonio personale, la mia casa. Mi rimane però la cosa più importante. Le opportunità che ho dato ai miei figli, tutte sfruttate con successo. Parlano il cinese, sono di casa in molte città del mondo, hanno capito che la conoscenza e le idee sono la nostra unica vera ricchezza. Il grande orgoglio della Plastwood»

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14th

Tu, come azienda, cosa stai facendo per il tuo territorio?

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Bellissimo servizio, segnalato da Fabrizio Capobianco su Facebook, quindi rubato.
;-)

Il video racconta la storia di Bardi, un paese sugli appennini, e del suo modello di sviluppo del territorio.
Le parole dell’Ing. Pontremoli della Dallara sono macigni.

Raramente ho guardato un video che, ad ogni secondo, rafforzasse in me le mie idee come è riuscito a fare questo.
Mi ha dato tanti di quegli spunti che devo assolutamente condividere.
Ma prima guardate il servizio realizzato da La7.

Ecco cosa mi sono segnato io, e come ciò si applica alla nostra esperienza aziendale e privata:
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12th

People don’t buy what you do, they buy why you do it

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Ecco un grande talk, tenuto da Simon Sinek alla conferenza TED, e segnalato da Carlo, uno dei ragazzi di questa pazza azienda sassarese che mi trovo a guidare insieme al mio socio Daniele.
;-)

Questa presentazione mi è parsa a dir poco illuminante perché spiega i motivi che spingono le persone a fidarsi di una azienda e dei suoi prodotti/servizi.
Perché Apple e non altri dei suoi avversari. Come ha fatto Martin Luther King a radunare folle oceaniche senza i mezzi di comunicazione di oggi?
Volete saperlo? Io non vi do una risposta, perché vale la pena davvero guardare questo video.

Noi da oggi in poi ce la metteremo tutta per spiegare “perché” facciamo i nostri prodotti/servizi. E cercheremo di spiegarlo agli early adopters.

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07th

Suggerimenti Logistici By @tara_kelly

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Ecco un bel post di servizio.
Un post utile, per davvero.
Contiene le informazioni di base per chi sta pianificando un viaggio in Silicon Valley per motivi di lavoro.

Lo avremmo dovuto scrivere io e Daniele, ma poi oggi ho trovato queste slide di Tara Kelly, President and cofounder di Passpack, e nostra consigliera in Silicon Valley, alle quali non saremmo in grado di aggiungere informazioni più utili. (potete leggere il suo post qui)

Tara e suo marito Francesco Sullo, CEO e anche lui fondatore di Passpack, si stanno trasferendo definitivamente in California per fare decollare il loro sogno imprenditoriale.

Da parte mia e di Daniele va il nostro più grosso e sentito in bocca al lupo!!!

P.S.:
Magari ci rivediamo a Sunnyvale all’hotel orrendo che ci ha ospitato la prima notte e dove Tara era venuta a salvarci dai brutti ceffi, dalle lenzuola zozze e dall’odore di curry ovunque. Dobbiamo ancora ringraziarla per i suggerimenti che ci ha dato in quei primi giorni.
;-)

P.P.S.: questo è il nostro post di quella sera

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04th

Un’idea per la crescita dei collaboratori

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Ogni tanto fa bene alzare la testa e pensare qualcosa che non c’entra al momento nulla con quello che stai facendo.

Così capita che ti viene in mente che sarebbe davvero molto utile alla tua azienda, ed in generale al territorio nel quale vivi (Sardegna ma quanto sto per dire si applica anche all’Italia), che i tuoi collaboratori avessero l’occasione di lavorare per te, ma non dal tuo ufficio, ma dall’ufficio di un’altra azienda straniera.
I motivi sono presto detti e sono quelli che stanno alla base ad esempio del successo dell’Erasmus.
Avere collaboratori che si sono confrontati con realtà diverse da quella per la quale lavorano, con una lingua diversa, tradizioni e mentalità diverse, crea sicuramente un incremento della produttività dell’azienda.

Come si potrebbe fare? La mia idea consiste nel fare uno scambio di collaboratori con un’azienda inglese o tedesca, europea in genere.
Un mio collaboratore che lo desiderasse potrebbe andare a lavorare per la mia azienda, presso la sede di un’azienda di Londra per 6 mesi, e poi tornare arricchito di contatti, occasioni di collaborazioni, con una grossa crescita personale e in grado di parlare meglio una lingua straniera etc…
E dovrebbe però continuare a lavorare sui progetti sui quali lavora adesso, altrimenti addio continuità progettuale e costerebbe troppo all’azienda sostituirlo con altre persone.

Chissà quante aziende sarebbero disposte a mandare le loro persone in Sardegna in Prossima Isola o in altre aziende ad alto contenuto innovativo.
:-)

Bello sognare, ma bisogna superare i problemi burocratici e finanziari.
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