27th

Perché 3 e non TIM, suggerimento (di parte)

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Questo post è una marchetta.
Sei stato avvisato e dunque ti chiedo di evitare di fare commenti in tal senso.

Il titolo potrebbe fare pensare ad un confronto fra le offerte tecnologiche e commerciali di due importanti carrier telefonici italiani.
In realtà, nell’articolo racconto come siamo arrivati a scegliere di passare a 3 e perché TIM dovrebbe utilizzare WhereIsNow.

Tutto è nato dalla necessità di rinnovare i contratti delle nostre due utenze mobili, quella del mio cellulare e quella del cellulare di Daniele.
Ovviamente tutto nasce online, verifichi le tariffe, fai i mille confronti, tot minuti, tot SMS, i dati, che telefoni ti offrono e… e non riesci a scegliere.

Non riesci a scegliere anche perché, ad ogni modo, per una utenza business preferiscono mandarti in ufficio un loro commerciale.
Onestamente questa pratica fa piacere. Pensare che ti dedichino una persona che viene da te e ti consiglia quale tariffa utilizzare fa onestamente piacere.
Questo anche e soprattutto perché non abbiamo mai tempo a disposizione!!! E come noi, tutti voi che state leggendo questo post!
;-)

Viene il commerciale di Vodafone, e viene quello di TIM.
Che dire, l’offerta TIM era sicuramente vantaggiosa.
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22nd

Prima e dopo… per caso

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Oggi ho fatto una cosa che non facevo da un po’ di tempo, ovvero ricercare il mio nome su Google (ho “gugolato” il mio nome, ribrezzo).
Questa è una pratica che la prima volta scaturisce da un sano egocentrismo che porta a chiederti “ma cosa dicono di me?”, e che poi invece ti rendi conto essere molto utile per evitare di perdere informazioni importanti delle quali ne sei all’oscuro.

Per quel che riguarda l’azienda ho configurato più volte il servizio google alert con i termini di ricerca inerenti la nostra azienda o i nostri servizi, o le tecnologie che ci interessano in un dato momento. Questo servizio ti permette di ricevere delle email contenenti i link alle pagine web dove si parla dell’argomento che tu hai richiesto di monitorare.

Questa cosa, però, non l’ho mai fatta su me e Daniele e di conseguenza ogni tanto vado a gugoooooooolare i nostri nomi.

E oggi…
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22nd

DURC: dove una rondine cozza

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Sapete cosa è il DURC?
Si tratta del documento unico di rendicontazione contributiva.

Questo documento stabilisce che una società ha pagato tutti i contributi ai diversi istituti (Inps, Inail ed eventualmente anche cassa edile).
Inoltre, questo documento risulta fondamentale per partecipare a bandi, appalti, e per ricevere i fondi previsti in un dato stato di avanzamento di un progetto.
Questo documento è sicuramente molto importante perché consente di dare soldi solo alle imprese che rispettano il mondo del lavoro, che stanno dentro le regole.

Però… si c’è un però.

Questo documento secondo me rappresenta l’emblema della fatica di questa nazione.
E volete sapere perché? Lo racchiudo in qualche punto.
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apr 22nd by marcelloorizi Continue Reading
16th

Riflessioni americane

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Attendevo questo video con curiosità.
Gabriele Scoditti ha intervistato tutti i finalisti del Mind The Bridge un paio di giorni dopo la finale di Stanford, prima di volare a New York per il successivo evento.
Avevamo appena finito di mangiare in un ristorantino molto carino che si affaccia sulla baia di San Francisco, precisamente a Sausalito, sulla sponda opposta rispetto alla città.

Domande semplici, risposte semplici, conseguenti azioni da compiere complesse e importanti.

Ecco le mie risposte. Daniele non c’era perché era andato a Surfare insieme ai leoni marini a Santa Cruz.
:-)

Tutte le altre interviste ed alcune foto le trovate direttamente sul blog del Mind The Bridge

Il video mi ha messo una leggera malinconia, ma al tempo stesso mi ha fatto ricordare quanto sia stata bella ed utile questa esperienza.
:-)

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15th

Si può creare ricchezza solo se ci si confronta

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Bella li, adesso pontifichiamo pure.
Il blog ci sta proprio dando alla testa.
:-)

Il titolo è il frutto del mio viaggio di ieri a Pula per assistere allo splendido seminario sull’Internet Of Things che ha avuto, fra i suoi relatori, Leandro Agrò e Roberto Ostinelli di Wide Tag.
Personaggi molto carismatici che hanno trovato nella platea di menti sarde un buon auditorio e credo anche una possibile spalla per creare in Italia un polo tecnologico che si occupi di Internet Of Things, che possa cioè intercettare questa nuova onda che sta già passando sopra di noi.
Un mio tweet di ieri, riassuntivo soprattutto della prima presentazione fatta da Leandro diceva:
“Conigli, palle, sedie connesse a internet. Per farci cosa? Alla creativitá italiana la risposta #3rdwave”

E credo riassuma bene l’opportunità.
IoT: Internet delle cose, cose connesse alla rete, miliardi di possibili terminali, cose tangibili come un coniglio finto, una palla o una sedia che però possono parlare fra di loro e con l’uomo
Per dirsi cosa? Per fare cosa?
Esattamente in questa risposta sta la necessità di creare un sistema di eccellenze che sfruttino la creatività (e anche il buongusto) tipicamente italiana, per reinventare gli oggetti e suggerirne nuovi utilizzi.

Internet Of Things

Internet Of Things

Potenzialità enorme per la nostra nazione che può essere ottenuta solo con un grosso sforzo collettivo che dovrebbe vedere insieme imprese tecnologiche innovative, imprese di servizi, designers, comunicatori e… politica.
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apr 15th by marcelloorizi Continue Reading
12th

Alla ricerca del profumo di Silicon Valley a Pula

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Cosa mi sono fumato? Boh, non lo so.
Mi sento ancora come Amauri nello spot della Costa Crociera, quando dice “sono appena tornato…”. E Daniele non è da meno.
:-)

Scrivo questo post per segnalare, specialmente alle persone che risiedono su Atlantide (Sardegna), la possibilità di partecipare ad un evento che si prospetta davvero interessante.
Il 14 Aprile a Pula, infatti, si terrà il seminario “Surfing the 3rd Wave” che ha come oggetto l’”Internet of Things” e come ospiti principali Leandro Agrò e Roberto Ostinelli di Wide Tag.
Trovate tutti i dettagli direttamente sul sito di Sardegna Ricerche.

Io e Daniele abbiamo avuto il piacere di fare una lunga chiacchierata con David Orban, il terzo socio di Wide Tag, in occasione dell’ultima edizione di SMAU a Milano.
In quella occasione, ho percepito la validità del progetto che stanno portando avanti e soprattutto il carisma di David che credo sia in grado di venderti qualunque cosa, a prescindere dall’assoluto valore delle cose che stanno facendo.
Conosco poi, tramite il web 2.0, Leandro Agrò e sono sicuro che potrà illustrare in modo chiaro e vivace i concetti alla base dell’Internet delle cose, concetti che per certi versi non sono altro che la presa di coscienza di una rete sempre più interconnessa, non solo da parte di persone ma anche e soprattutto di sensori, macchine, aggeggi vari che parlano, ovvero mandano informazioni che necessitano di essere aggregate, analizzate e visualizzate da parte dell’utente finale. E magari in real time.
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09th

Figlio mio, apri le porte (BLINDATE)

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(BLINDATE)

Si, blindate.
Scusate se da quando sono tornato in Italia sto utilizzando questo blog per sfogarmi, ma pare che tutto in questi giorni voglia farmi demoralizzare.
Così succede che per aprirti una porta blindata, un lavoro che sarà durato in tutto ad esagerare 40 minuti, fra spostamento andata e ritorno e lavoro vero e proprio, ti chiedano 100 euro (IVA inclusa e fatturati almeno).
Mi fermo, faccio due calcoli, e mi viene fuori una tariffa giornaliera (8 ore) pari a (100/1,2) * 60/40 * 8 = 1000 euro IVA esclusa.

Sarà un ladro lui, penso.
Dopo aver rifletto però su quanto mi è costato lo stesso lavoro qui in ufficio, capisco che non è così e giungo alla conclusione che è un prezzo congruo perché lo ha stabilito il mercato.

Daniele, poi, che ieri si è indebitato per tutta la vita accendendo un mutuo per quella che sarà la prossima sede di Prossima Isola, aggiunge: “Ma lo sai quanto vuole una qualunque ditta per farti le tracce nel muro? Cioè per spaccare un muro andando sempre dritto dritto dritto?”. Quanto sarà mai? Fatti due conti, sono più di 300 euro, IVA esclusa per 8 ore.

Poi ci aggiungi che sempre in questi giorni scopriamo il ricarico applicato su alcuni oggetti rivenduti dai dentisti, ricarico superiore al 100%.

Poi, penso a noi, al nostro settore.
“Quello della tecnologia avanzata, il volano delle nazioni moderne. Quello che permette la reale crescita economica del paese. Quello della nuova autostrada del sapere, dell’autostrada dell’innovazione, dell’autostrada del benessere, dell’autostrada delle comunicazioni, dell’autostrada del…”

E mi sento preso in giro da questo paese.
Possibile che il nostro mercato permetta, con tutto il rispetto per tutte le attività, che chi ha studiato una vita si veda riconoscere tariffe notevolmente inferiori a quelle di un muratore o di un fabbro che ti apre una porta?
Volete sapere a quanto si vende, prezzo aziendale, un neolaureato in ingegneria informatica o informatica? 200 euro IVA esclusa al giorno se vi va bene, e se il progetto ha una certa durata ecco che la tariffa scende, senza parlare della necessità di mediare (verso il basso) il prezzo con il cliente.

Io mi fermo qui, al mio caso, a quello di un’azienda di consulenza informatica.
Conosco benissimo altre professioni che soffrono dello stesso problema. Professioni alla cui base c’è stato un investimento in formazione che, oggi, forse, non so se chiederei a mio figlio di fare.
O meglio, forse, è il caso che questo investimento lo vada a fare fuori dall’Italia.

Comunque ora mi metterò a cercare un corso di formazione in apertura porte blindate per mio figlio. Ha 2 anni ma impara in fretta!

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06th

Calo di energia

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Che fare? Che fare quando, dopo un mese e mezzo passato in Silicon Valley, ti ritrovi nel tuo ufficio il Martedì dopo Pasqua con una caterva di cose da fare e con un fisico che non ne vuole sapere?
Sarà “Aprile dolce dormire”, saranno i clienti che giustamente reclamano attenzione, saranno gli equilibri economici dell’azienda da controllare, sarà che diverse persone pensano che abbiamo svoltato e quindi ti arrivano richieste da parte di persone che cercano un lavoro in una terra che non splende attualmente di ricchezza.
Il mio fisico non reagisce, OFF.

Ho provato con il caffé, ne prenderò adesso un altro, ma non credo che il problema si risolverà.
Per esperienza, cerco di sbrigare tante piccole cose, tipo ricontrollare tutta l’intasatissima posta elettronica, in attesa che un po’ di energia venga a galla.

Quando ci trovavamo ancora in America, con Daniele prospettavamo spesso il nostro rientro al lavoro. Come sarà? Cosa avranno fatto i ragazzi? Sarà tutto sotto controllo? Quanto ci peserà?
TANTO

Stasera non c’è nessun incontro sul Freemium vs Premium o nessuna presentazione da fare in lingua inglese, non c’è un evento nel quale conoscere un sacco di persone e con le quali confrontarsi. Qui adesso c’è solo un sacco di lavoro da fare.
:-(

Adesso vado, il mio stato d’animo negativo ve l’ho trasmesso.
E il vostro stato d’animo com’è?
Ditemi che anche voi siete stanchi e non ne avete voglia e che è tutta colpa del pranzo di Pasqua e della primavera.
Vi prego!

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